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L’ A.N.P.I. Grugliasco aderisce al presidio antifascista di Torino del 4 settembre

L’ A.N.P.I. Grugliasco aderisce al presidio antifascista di Torino del 4 settembre
Oggi siamo stati presenti al presidio antifascista davanti al tribunale di Torino organizzato dal comitato Mamme in piazza per la libertà di dissenso, un gruppo di donne libere e antifasciste con le quali abbiamo condiviso già diverse iniziative sulle tematiche dell’Antifascismo e che conosciamo molto bene: ci unisce ormai non solo l’unità di valori e d’intenti, ma anche l’affetto reciproco maturato nel tempo.Erano presenti un centinaio di persone, oltre alle promotrici, tra cui esponenti di alcune forze politiche antifasciste come Rifondazione Comunista e Potere al Popolo, rappresentanze dell’A.N.P.I. di diverse Sezioni di Torino e dintorni metropolitani, attivisti di comitati e movimenti come i NO TAV e Noi Restiamo, ma soprattutto militanti antifascisti dei collettivi universitari e studenteschi nella loro variegata pluralità (dal Collettivo Universitario Autonomo ai Kollettivi Studenteschi Autorganizzati, dagli Studenti Indipendenti ai singoli collettivi di facoltà, presenti anche diversi rappresentanti degli studenti negli organi collegiali dell’Università).

Sono studentesse e studenti che vivono l’Università non come esamificio, ma come luogo di confronto e dibattito tra libere idee, come luogo di crescita personale e collettiva, d’impegno politico per il diritto allo studio, la difesa dell’ambiente e del paesaggio, come territorio di valori radicati nelle lotte sociali per l’autodeterminazione, contro il razzismo, contro la privatizzazione dell’acqua pubblica, contro la mercificazione dei beni comuni, contro la mafia e il patriarcato.

Gli interventi sono stati diversi e tutti molto interessanti:

Lorena delle Mamme in piazza ha ricordato lo svolgimento degli eventi che hanno portato alla repressione politica dei giovani antifascisti, con la violenta provocazione del FUAN scortato dalle forze dell’ordine che voleva impedire il convegno dell’A.N.P.I. sul revisionismo storico organizzato al campus Einaudi il 13 febbraio in presenza di Moni Ovadia e Stojan Spetic: studentesse e studenti antifascisti hanno reagito difendendo l’A.N.P.I. e ribadito che il fascismo non può avere agibilità politica né sul territorio né all’Università, e per questo dopo alcune cariche della polizia tre di loro sono stati arrestati e poi rilasciati due giorni dopo.
Lorena ha ricordato che oggi il tribunale del riesame dovrà valutare se confermare o ridurre le misure repressive inflitte a luglio, in cui molti studenti sono stati raggiunti da provvedimenti come obblighi di firma, arresti domiciliari e il pesantissimo divieto di dimora, chiedendosi se l’Italia che punisce gli antifascisti e tollera i fascisti del FUAN sia ancora un Paese che si riconosce nei valori della Resistenza.

Alcune studentesse e alcuni studenti hanno dato lettura integrale delle lettere e delle riflessioni dei loro compagni costretti all’obbligo di firma, alla detenzione domiciliare o alla pesantissima misura del divieto di dimora che distrugge la vita sul piano della dignità personale (casa, affetti, amici, ecc.) e della dimensione sociale (scuola, lavoro, partecipazione politica, impegno civile, ecc.), ribadendo l’evidente senso punitivo in quanto antifascisti.

Noi dell’ANPI abbiamo ricordato che l’Università ha una storia antifascista molto importante e che vi sono esempi valorosi di docenti e studenti nella lotta antifascista e nella Resistenza partigiana, a partire dal CLN con le sue articolazioni accademiche che vedevano per la prima volta anche gli studenti presenti con ruolo politico decisionale insieme ai docenti.
Oltre alla memoria della Resistenza da riscoprire e valorizzare, abbiamo ricordato che il fascismo è un crimine e che va contrastato ovunque si presenti in forma organizzata proprio alla luce di quanto espresso dalla Costituzione repubblicana e di quanto trasmesso dalla generazione della Resistenza, ormai quasi del tutto estinta.
Abbiamo concluso con un richiamo alla partecipazione unitaria alle lotte e all’assurdità delle divisioni di fronte all’avanzata del neofascismo e del razzismo troppo spesso tollerato, protetto, sostenuto da chi ricopre ruoli istituzionali, in palese tradimento del mandato popolare e democratico vincolato alla Costituzione repubblicana.

Durante lo svolgimento del presidio, tra musica e chiacchiere diffuse, abbiamo discusso con alcuni dei giovani bersaglio delle misure repressive presenti e con i loro genitori: ci ha colpito soprattutto la loro consapevolezza, la loro determinazione, nonostante l’indignazione per essere bersaglio di dispositivi punitivi con l’unica colpa di avere contrastato i fascisti del FUAN, cacciandoli dall’Università. Alcuni fra loro sono iscritti ANPI da tempo, a riprova del fatto che siamo davvero una grande famiglia eterogenea, altri presto lo saranno, quale piccolo atto di vicinanza solidale e continuità di valori.

Durante lo svolgimento del presidio, noi dell’ANPI abbiamo anche ricevuto diverse richieste di iscrizione, simbolo del rinnovamento nella continuità dei valori antifascisti a partire dalla partecipazione popolare sulla base dell’unità e della solidarietà antifascista, anche tra soggetti diversi attivi su uno stesso territorio: quando l’A.N.P.I. è presente attivamente in piazza, portando la propria storia all’incontro con le lotte antifasciste in corso oggi, risulta meno distante rispetto alla percezione comune che vede l’Associazione limitata a ricordare il passato o impegnata in battaglie astratte di puro principio.

Stiamo registrando quindi lo sviluppo e il consolidamento di un sereno confronto e un sano dibattito con persone che forse, fino a poco tempo fa, mai si sarebbero avvicinate alla nostra Associazione e che oggi, fuori da ogni retorica celebrativa, vedono l’A.N.P.I. come un soggetto presente, attivo, parte di un fronte composito che si muove contro le nuove forme di fascismo e si schiera a difesa delle nuove generazioni di antifascisti colpiti da una repressione di Stato ingiusta e vergognosa, eredità di conti mai chiusi del tutto con il fascismo.

L’Antifascismo è vivo in molte forme diverse anche nel settore scolastico e accademico, forse anche noi dell’A.N.P.I. dovremmo aprirci di più e confrontarci maggiormente con realtà antifasciste del mondo della scuola e dell’Università, in modo più assiduo e costruttivo per arginare la presenza neofascista e neonazista: abbiamo da guadagnarci tutto un mondo.

Il Comitato di Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” Grugliasco

Vedi anche:

http://anpigrugliasco.it/2020/02/06/fascismo-colonialismo-foibe-luso-politico-della-memoria-per-la-manipolazione-delle-verita-storiche/

http://anpigrugliasco.it/2020/02/13/solidarieta-agli-studenti-antifascisti-caricati-ed-arrestati-al-campus-di-torino/

http://anpigrugliasco.it/2020/07/24/l-a-n-p-i-al-fianco-delle-studentesse-e-degli-studenti-antifascisti/